CAPITOLO VENTISETTESIMO Il terzo bulbo Subito dopo, Boxtel stesso entrò nel salotto di van Systens, seguito da due uomini che portavano il prezioso fardello racchiuso in una cassa, che depositarono su un tavolo. Il principe, avvertito, uscì dallo studio, entrò nel salotto, ammirò e tacque, poi ritornò silenziosamente a sedersi nell'angolo scuro dove aveva spinto la sua poltrona. Rosa, palpitante, pallida, piena di paura, attendeva di essere a sua volta invitata a guardare. Udì la voce di Boxtel. «È lui!» gridò. Il principe le fece segno di guardare nel salotto attraverso l'uscio semiaperto. «È il mio tulipano! - gridò Rosa - È quello, lo riconosco. Oh, povero Cornelius mio!» E scoppiò in lacrime. Il principe si alzò in piedi e andò vicino alla porta, dove rimase per un istante in

