CAPITOLO XXXIV-3

1122 Parole

Ciò dicendo, con una forza e destrezza incredibile, assalì Lotario col pugnale nudo, e con tale apparenza di trafiggergli il petto che dubitò egli medesimo dell’intenzione di lei, e fu costretto a valersi della sua industria e della sua lestezza per non rimanerne ferito, mentre essa, deliberata di spingere la finzione sino all’estremo, vedendo che non poteva ferire Lotario, o fingendo di non poterlo, disse: «Giacché la sorte non vuol dare intera soddisfazione al giusto mio desiderio, non potrà vietarmi almeno che in parte io non lo compia» e, liberata da Lotario la mano con cui teneva afferrato il pugnale, ne drizzò la punta sopra l’ascella dal lato sinistro presso la spalla, dove sapeva che la ferita sarebbe stata leggera, e subito si lasciò cadere in terra come svenuta. Leonella e Lotar

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