Anselmo rimase sospeso, attonito e meravigliato, perché tenendo Camilla per vincitrice dei finti assalti di Lotario, cominciava già a godere della gloria del suo trionfo. Se ne stette, così, taciturno per buon tempo, e con gli occhi fissi in terra, poi rispose: «Tu hai eseguito, o Lotario, il dovere d’un amico, di che non ho mai dubitato; ed io voglio seguire in tutto i tuoi consigli; a te dunque mi affido, e tu custodisci il segreto con quella gelosia ch’è necessaria in un caso tanto impensato». Lotario promise: ma, partito che fu di casa, si pentì interamente di ciò che aveva fatto, considerando che avrebbe potuto vendicarsi di Camilla senza valersi di un mezzo così crudele e disonorato. Malediceva il suo stesso giudizio, vituperava la sua imprudente risoluzione, né sapeva di qual mezzo

