CAPITOLO XXXIII-3

2274 Parole

Ciò detto, tacque il prudente e virtuoso Lotario, ed Anselmo restò così confuso e pensoso, che per buono spazio di tempo non poté proferire parola, ma, poi, finalmente aggiunse. «Volli, amico Lotario, ascoltarti con l’attenzione che vedesti, e nelle tue ragioni e negli esempi e nelle comparazioni ebbi campo di ammirare il tuo giudizio e la vera amicizia che a me ti stringe; e vedo e confesso nel tempo medesimo, che se al tuo parere non mi appiglio e persisto nel mio, rinuncio al mio bene, e m’immergo in un torrente di calamità. Hai da sapere però ch’io sono attaccato, ora, da quella infermità a cui sogliono andar soggette alcune donne incinte, per la quale si trovano forzate a cibarsi di terra, gesso, carbone, e di altre benché peggiori cose; ed è perciò necessario d’usare pur qualche art

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