Entrai, cercando di non dare nell’occhio, nel primo negozio di articoli sportivi che incontrai. Nemmeno cinque minuti ed ero di nuovo in strada indossando un cappellino da baseball la cui visiera volevo adombrasse il più possibile il mio volto. Mentre scelsi il copricapo che ritenevo più adatto per quello scopo il mio sguardo si soffermò su un cappellino identico a quello che Marzia aveva adoperato per difendersi dal mostro della stazione. Comprarne uno identico sarebbe stato un imperdonabile errore, un inutile masochismo che avrebbe potuto insospettire qualche agente dallo spiccato spirito di osservazione. La commessa del negozio notò però il mio comportamento e si lasciò scappare un imprevisto commento. “Non mi dica che anche lei vorrebbe comprare quel cappellino”. “No, no, lo stavo

