XVII“Non può essere vero!”. Continuai a ripetermelo, senza pause, avvicinandomi alla mia destinazione, alla destinazione finale, probabilmente, di tutta quella storia. Ripensai alla faccia che aveva fatto il mio amico quando gli avevo riferito dell’appuntamento al buio con Marzia Paolini. Quell’alone di invidia che avevo scorto sui suoi lineamenti poteva essere anche frutto di una rabbia trattenuta a stento. Decisi di muovermi a piedi e percorsi alcune strade in diagonale per impiegare meno tempo anche se, saltuariamente, mi fermai per riflettere, ridefinendo, passaggio dopo passaggio, l’iter del mio ragionamento. Varcai nuovamente, stavolta in direzione contraria, il confine, segnato dal corso del fiume, tra quelle due aree limitrofe della città mentre il sole iniziava finalmente a sco

