XVIIIUna volta solo, iniziai a muovermi all’interno di quel salotto e osservai, esposti in una bacheca, tutti i trofei sportivi che Marco aveva vinto partecipando ai più svariati tornei aziendali. Quelle luccicanti coppe erano posizionate in ordine cronologico e mi ricordavano tutte le mie pessime performance, fatte di eliminazioni al primo turno e di magre figure collezionate di fronte al divertito pubblico dei miei colleghi. In un altro settore, di quel mobile “autobiografico”, aveva sistemato gli attestati dei suoi titoli di studio, in un altro le foto più significative della sua vita, in un altro ancora i souvenir dei tanti viaggi che aveva compiuto negli anni precedenti. Tutto diviso in compartimenti stagni, con una perfezione scenografica che faceva impressione. Tutto molto diver

