IVUscii da casa, come di prassi, verso le otto del mattino. Schiena dritta e sguardo fiero come se nulla fosse accaduto. M’imposi infatti di ignorare l’uragano che il giorno precedente si era abbattuto sulla mia esistenza. Ma come avrei potuto continuare a fingere dopo che alcuni solidi edifici erano stati brutalmente spazzati dai territori del mio animo e il loro posto era stato occupato da una serie di ingombranti macerie? Innanzi tutto mi ripromisi di non effettuare flashback mnemonici, cercando di vivere il mio presente disgiunto dal mio recente passato, una vera e propria forma di utopia. Affrontai la prima rampa di scale impugnando la valigetta per l’ufficio e una borsa d’indumenti sporchi che avrei lasciato in lavanderia, compreso l’abito grigio impregnato di sudore e decisamente

