Ogni sovrano, ogni tiranno, in buona o mala fede, è complice della morte di centinaia d'innocenti. Sulla fine di questi disgraziati si tace, per abitudine e viltà. Quando un sovrano viene colpito da mano plebea, tutti urlano all'assassinio, alla violazione del diritto alla vita. Costoro, evidentemente, dimenticano che il diritto alla vita di tutta la maggioranza degli uomini è stato manomesso, infranto dai tiranni; realtà che non risalta bene per il pervertimento secolare d'ingiustizia in cui giace l'umanità, la quale si è abituata a vedere nel delitto dei tiranni l'atto più naturale della vita. Bisogna però gridarlo alto e forte, ora e sempre: i sovrani e i loro accoliti sono i delinquenti più pericolosi. Chi compie un delitto qualsiasi, in un momento d'ira o di passione, può essere comp

