Osservo la mia piccola Camelia, addormentata accanto a me. La sua testa è poggiata sulle mie gambe. Dopo aver visto sua nonna, e una volta tornata da me ha ripreso a piangere. Sì è addormentata perché era distrutta. Dal dolore,dal pianto. So già cosa fare dopo. Conosco già la mia prossima mossa. Niente è lasciato al caso. Le accarezzo il volto con le nocche della mia mano. La sento muoversi sulle mie gambe. Camelia, Camelia, è meglio che ti svegli, e pure in fretta. Continuo ad accarezzarla mentre sento il desiderio di lei crescere in me. E non sta facendo nulla. Sono completamente ossessionato da lei. La vedo aprire gli occhi lentamente, ma poi,presa forse coscienza si tira su subito. "Mi sono addormentata!" dice affranta. "Tranquilla piccola, io ero qui. S

