Adelaide Barigozzi
Per amore di JamesQuello di Clara era stato un classico errore di valutazione. Quando Vera le si era avvicinata in modo circospetto chiedendole un consiglio “per un’amica”, aveva dato per scontato che quell’amica fosse lei. Vera confezionava eccentrici gioielli fantasia lavorati all’uncinetto e ogni mese passava alla boutique Tutta Curve di Clara, Patti e Rosanna per lasciare le sue ultime creazioni in conto vendita. Le clienti ne andavano pazze.
“Per carità, Vera! Dille di stargli alla larga: è una truffa bella e buona”, le aveva detto Clara brutalmente.
“Ma lei lo ama!”.
“D’accordo, ma tu, cioè la tua amica, l’ha mai incontrato di persona?”.
“No, come ti dicevo, solo su f*******:. Si scrivono tutti i giorni. Hanno una specie di appuntamento fisso. Comunque quell’uomo sembra innamorato, e poi è un eroe”.
“In che senso?”.
“Fa il soldato in una base Usa, è americano, pensa. Ha molte medaglie. La mia amica mi ha mostrato una foto: è un uomo affascinante”.
“Tu, cioè, la tua amica crede di avere a che fare con un uomo affascinante, immagino vedovo o divorziato e in cerca dell’anima gemella, ma le foto del suo profilo sono sicuramente frutto di un furto d’identità. Hanno fatto un sacco di articoli sui giornali su questa cosa, la chiamano “truffa romantica”. Come puoi, cioè, come può la tua amica essere così ingenua?”, l’aveva sgridata.
“Ma allora, chi è che le scrive quelle belle parole? Le ho viste con i miei occhi!”.
Clara l’aveva guardata con tenerezza.
“Non è con lui che chatta. Lui non esiste. A scriverle saranno dei ragazzotti appartenenti a una qualche organizzazione criminale, dei cyber truffatori. Aspetteranno solo il momento buono per chiederle dei soldi, perché quello è il loro obiettivo: estorcere denaro”.
Invece quell’amica esisteva davvero e alla fine Vera si era convinta: le cose erano anche peggio di quanto aveva sospettato. Poiché una delle sue maggiori virtù era la tenacia, decise che avrebbe salvato Cinzia a ogni costo. Fremente di zelo, l’aveva chiamata sul lavoro, ma non era riuscita a farsi dare retta. Stava per spiegarle che le foto erano rubate, ma la telefonata si era interrotta. Doveva essere caduta la linea. Dopo aver riprovato un paio di volte inutilmente, si risolse a passare a casa di Cinzia quella sera stessa. Era uno dei vantaggi di essere vicine di pianerottolo, oltre che amiche. E poi, si disse Vera, è sempre meglio parlarsi di persona, quando sono in ballo questioni così delicate.
Vera è proprio una rompiscatole. Un’intrigante. Un’invidiosa. Che sfigata, pensa Cinzia con un moto di rabbia repressa. Tre anni prima si era presentata alla sua porta per chiederle un limone! Adesso le si è appiccicata. Ha sbagliato a mostrarle le foto di James, non avrebbe dovuto nemmeno parlargliene. Come si è permessa di telefonarle in ufficio farneticando a quel modo? Per fortuna, ha ben altro per la testa lei. La sua vita sta per cambiare.
È tutto il giorno che Cinzia pensa a James. Più del solito. Lo pensa mentre riordina la scrivania, mentre va in posta a ritirare dei documenti per il suo capo, mentre mangia un panino davanti al computer, mentre sale sulla metropolitana per tornare finalmente a casa. Il mondo è un brusio insignificante, uno schermo grigio e sfocato nei recessi della sua mente. Niente che possa distoglierla dall’immagine di lui in divisa che le sorride dolcemente. Che esibisce una medaglia vinta a una maratona, che mostra i bicipiti gonfi in palestra, che guarda pensoso l’orizzonte accarezzando il suo golden retriever.
Quegli occhi blu, i capelli appena brizzolati sulle tempie, il sorriso disarmante e allo stesso tempo coraggioso di chi ne ha viste di tutti i colori l’avevano colpita subito, la prima volta che le aveva scritto. Un breve messaggio in inglese misto a italiano: “Hello, ho viso la tua foto: sei bellissima”. Da lì era partito tutto. Quel selfie che Cinzia aveva appena postato era speciale, e lui se n’era accorto. Sono passate solo alcune settimane e le sembra di vivere in un sogno. Ogni volta che appare il pallino rosso delle notifiche su Messenger si dà un pizzicotto. Ed è tutto vero.
Pensare che all’inizio era titubante: lui americano, lei italiana, lui un soldato, lei un’impiegata, lui sportivo, lei pigra. E nessun amico di sss in comune. Sembravano l’uno l’opposto dell’altra. Non sapeva ancora quanto fossero simili.
James ha combattuto diverse guerre, ha visto la morte in faccia. Anche Cinzia si ritiene una sopravvissuta. La vita non è stata generosa con lei. Un lavoro frustrante, uno stipendio mediocre, tanti sogni infranti. E poi, gli uomini: una serie di delusioni di cui non è nemmeno il caso parlare…
Invece James è così sensibile! Riesce sempre a dirle le parole giuste. Verrà presto a trovarla, la porterà a Milwaukee dove avvieranno una piccola fattoria. Insieme alleveranno pecore, coltiveranno il grano, prenderanno il fresco sotto la veranda guardando il tramonto…
È una situazione inedita per lei che sui social di solito non dà confidenza a nessuno. Le piace leggere i commenti, guardare le foto, spiare la vita degli altri, immaginare cosa farebbe al posto loro. Non ama mettersi in mostra. Ecco un’altra cosa che hanno in comune. Eppure, James l’aveva notata.
Tra milioni di donne ha scelto lei. Ancora fa fatica a credere alla propria fortuna. Proprio quando meno se l’aspettava, l’amore l’ha trovata. E ora le cose stanno per cambiare di nuovo: i loro destini si sono intrecciati indissolubilmente. Quella mattina stessa all’alba ha fatto il bonifico e non vede l’ora di dirglielo. Freme all’idea di accendere il portatile nell’intimità del suo salotto shabby chic e raggiungerlo, ovunque sia, e rassicurarlo. James non ha più nulla da temere. Ha seguito le sue istruzioni: in un paio di giorni gli arriveranno i soldi e quell’incubo sarà finito. Povero James, derubato di tutto e pure ferito mentre si trova in missione sotto copertura in un luogo imprecisato della Siria. Ma lei lo ha salvato.
Cinzia si è cambiata d’abito, ora indossa una blusa di seta nera con una scollatura che le evidenzia il seno. Si è truccata gli occhi con ombretto e mascara e ha passato un rossetto scarlatto sulle labbra. Si è fatta bella per lui perché spera di passare dalla chat alla videochiamata. Finora problemi tecnici di connessione e questioni di segretezza militare l’hanno impedito, ma chissà... L’appuntamento è alle otto in punto, mancano dieci minuti. Lo schermo del portatile irradia una luce azzurra.
È tutto è pronto quando suona il campanello. Chi può essere? Potrebbe ignorare il seccatore, chiunque sia, e invece Cinzia va ad aprire. Ed eccola lì, Vera, la vicina ficcanaso, con una scatola di biscotti e un sorriso esasperante.
“Ho pensato di passare a darti un saluto!”.
Cinzia non fa in tempo a spiccicare una parola che quella è già entrata, raggiunge il salotto, nota il portatile acceso.
“Wow ti sei messa in ghingheri! Devi sentirti con James?”.
“Sì, infatti, ho da fare, mi spiace. Magari domani…”.
“Ti rubo un minuto. È proprio di James che ti volevo parlare. Oggi quando ti ho chiamato è caduta la linea, e allora eccomi qua!”. Vera si esibisce in uno dei suoi inchini clowneschi. Cinzia li trova insopportabili.
“Come ti dicevo, questa mia amica, Clara, mi ha detto che si tratta di una truffa e quindi ho voluto avvertirti prima possibile!”.
Cinzia la fissa in silenzio, il suo viso una maschera di gesso. Da un luogo molto lontano dentro di lei, sta montando un odio incandescente come lava. Lingue di fuoco e lapilli scorrono nelle sue vene.
Vera, inarrestabile, continua a cianciare.
“Clara mi ha detto che rubano le identità. Tu credi di parlare con l’uomo sexy delle foto, e invece sono dei criminali che vogliono estorcerti dei soldi. Il tizio che credi James esiste, ma non si chiama così e non sa nulla di te… Cos’hai? Ti senti poco bene? Vuoi che ti prenda un bicchiere d’acqua?”.
Cinzia fa appena un cenno con la testa. In quel momento, lo squillo inconfondibile di una notifica la raggiunge come una scossa. Afferra un voluminoso fermalibri d’ardesia, raggiunge da dietro le spalle Vera in corridoio e la colpisce sulla nuca con forza. Una, due, tre, quattro volte, infierisce su di lei anche quando è a terra priva di vita, in un lago vischioso di sangue e materia cerebrale. Solo il suono di una seconda notifica la ferma. Come richiamata all’ordine, Cinzia si precipita al portatile, le mani ancora appiccicose, negli occhi odio puro, ma già pronto a trasfigurarsi in amore: James è online. Dieci cuoricini palpitano per lei.
“È stato un imperdonabile errore di valutazione”, ripeté Clara alle socie e amiche che tentavano di consolarla.
Da quando si era sparsa la notizia dell’inspiegabile omicidio di una designer di bijoux massacrata dalla vicina di casa, non faceva che ripensare a Vera e alla loro ultima conversazione. Le aveva parlato con schiettezza pensando di avere a che fare con una persona ragionevole, altrimenti sarebbe stata più prudente.
“La verità, a volte, è più devastante di una menzogna”, osservò Rosanna.
“Specie se di quella menzogna ti sei innamorata”, aggiunse Patti.