Vassia tacque per un istante. Arcadio Ivanovic si voltò asciugandosi con la mano una lacrimuccia. «E ancora, ancora» continuò Vassia «io non te l’ho mai detto questo, Arcadio! Arcadio! Tu mi dai tanta felicità con la tua amicizia. Senza di te io non vivrei, no, no, non dirmi nulla. Arcascia! Lasciami stringere la tua mano, lasciami rin-gra-ziar-ti…» Vassia nemmeno questa volta finì. Arcadio Ivanovic voleva gettarsi al collo di Vassia, ma in quel mentre attraversavano la strada e vicino alle loro orecchie udirono un grido stridente: «Su! Su! Via!» Allora tutti e due spaventati e agitati corsero sul marciapiede. Arcadio Ivanovic era quasi felice di questo. Egli scusava l’espansione della gratitudine di Vassia solamente in grazia delle particolarità del momento presente; ma egli stesso ne e

