«Sì, rispose Vassia, sì, bisogna affrettarsi. Io credo che ora saranno circa le undici; bisogna affrettarsi… al lavoro!» E detto questo, Vassia, che durante tutto questo tempo ora aveva sorriso, ora aveva cercato di interrompere con esclamazioni di contentezza lo sfogo dei sentimenti amichevoli, e, in una parola, si era mostrato pieno di brio, d’un tratto si quietò, ammutolì e si mise quasi a correre per la strada. Sembrava che un pensiero grave avesse agghiacciato d’un tratto la sua testa bollente; sembrava che tutto il suo cuore si stringesse. Arcadio Ivanovic incominciò perfino a preoccuparsene; alle sue concitate domande egli quasi non riceveva risposta da Vassia, il quale se la cavava con una parola o l’altra, talvolta con una esclamazione, spesso del tutto estranea alla faccenda. «M

