«Tu sei un ottimo ragazzo», sussurrò guardandomi con occhi miti: «ti prego, non essere in collera con me; ah, non lo sarai?» In una parola ci separammo come i più teneri e più fedeli amici. Era abbastanza presto quando mi svegliai, ma il sole inondava già con luce splendente tutta la mia camera. Saltai dal letto completamente sano e animato come se non ci fosse stata la febbre di ieri invece della quale c’era in me, ora, una gioia indicibile. Mi ricordavo della giornata passata e sentivo che avrei dato un’intera felicità se avessi potuto stringermi come ieri alla mia nuova amica, alla nostra bella dai capelli biondi. Ma era ancora molto presto e tutti dormivano. M’inoltrai dove il verde era più fitto, dove il profumo degli alberi sapeva più acutamente di resina e dove più allegramente s’

