Io detti uno sguardo alla povera donna che, sola, era come un morto in mezzo a questa vita piena di gioia: sulle sue ciglia s’erano fermate, immobili, due grosse lacrime sprigionate dal dolore acuto del cuore. Era in mio potere di ravvivare e di render felice questo povero cuore estenuato, ma io non sapevo come accingermi a questo, come fare il primo passo. Io mi tormentavo. Cento volte fui per avvicinarmi a lei e ogni volta il mio viso bruciava come fuoco. D’un tratto un’idea luminosa m’irradiò: il mezzo era trovato: risorsi. «Volete che io vi colga un mazzolino di fiori?» dissi con una voce così piena di gioia che Mme M. d’un tratto alzò la testa e mi guardò attentamente. «Portatemelo», disse infine, con voce debole, sorridendo appena appena e subito di nuovo chinò gli occhi sopra il l
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