Dalle casse partì una ballata d’amore. Gio si girò verso Sacha e se lo ritrovò vicinissimo. L’altro alzò lo sguardo sul suo viso e schiuse le labbra, il petto che si muoveva appena di più del normale per lo sforzo. Era così bello. Gli passò le dita lungo la mascella, coperta da una leggera barba, e Sacha inspirò bruscamente. «Ehm, mi sa che devo andare.» «Non è necessario,» rispose dolcemente lui. Si schiarì la gola e fece un passo indietro. «Io, ehm, ho delle e-mail da mandare. Intanto, se vuoi, riposati e guarda un po’ di TV. Cioè, il tuo cane sta già dormendo.» Indicò Chip, che era sdraiato sul pavimento a pancia in su con le zampe per aria. «Mi dispiacerebbe molto svegliarlo.» «Eh già, si sforza così tanto a fare il cretino,» replicò Sacha sorridendo. «Va bene, ma solo un pochino. S

