Quant'era distante il Buontalenti da messer Gentile dei Carisendi! Madonna Fiordalisa, udito il beffardo racconto, conobbe di essere irremissibilmente perduta. Giunta a Pistoia e rinchiusa nel castello che messer Lapo aveva ereditato da Rosellino Sismondi, la povera fanciulla visse là dentro come in una prigione, senza aver più contezza di ciò che era avvenuto de' suoi. Era una debole creatura; ma ai deboli soccorre spesso il coraggio della resistenza inerte, e Fiordalisa anche fuor di speranza com'era, si chiuse nel suo triste silenzio, aspettando la morte che la liberasse dalle istanze del feroce amatore. Il quale, un giorno, stanco della ripulsa di lei, se fece a parlarle in tal guisa: —Voi piangete, madonna, e turbate il riso divino della vostra bellezza. A qual pro' se tutti vi han

