XII. Tra i pensieri del giovine pittore c'era anche quello che Tuccio di Credi dovesse andare quella sera, o la mattina seguente, a cercarlo. Infatti era naturale supporre che Tuccio fosse venuto a Pistoia per lui, e non avendolo trovato subito, ed essendosi imbattuto a caso nel Buontalenti, vecchia conoscenza, di Arezzo, si fosse accompagnato un tratto con quest'ultimo. Se non che per ammettere questa spiegazione, bisognava dimenticare che Tuccio di Credi andava dicendo a messer Lapo:—"ho reputato necessario di darvene avviso" e che messer Lapo gli aveva risposto, come uomo che riconosceva il pregio dell'avviso ricevuto:—"partirò, non dubitate, partirò". Donde appariva evidente che Tuccio di Credi non fosse venuto a Pistoia per vedere il suo compagno d'arte, ma per abboccarsi con messer

