XIV.

3166 Parole

XIV. La mattina seguente, Spinello Spinelli andò per tempo alla chiesa di Sant'Agnolo. Gli premeva di metter mano a dipingere il suo Lucifero, che aveva già tratteggiato sull'intonaco. —Non venite voi, messere?—diss'egli all'Acciaiuoli. —No, verrò più tardi;—rispose messer Dardano.—Verrò con Tuccio di Credi. Frattanto ci guadagnerò di vedere il vostro Lucifero abbozzato. —Ed anche dipinto, solo che v'indugiate due o tre ore;—disse Spinello.—Sarà un Lucifero abbastanza nuovo. L'ho ancora sognato stanotte, bello come l'angelo che ha dato agli uomini l'esempio della superbia. Perchè, io dico, d'onde gli può esser nata la superbia a Lucifero? Non già da una speciale predilezione di Domineddio, poichè questi non può non avere amato in ugual modo tutte le sue creature. Io penso adunque

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