A Lucia, a quelle parole, si strinse il cuore. Già immaginava Chiara legata a un palo, sopra una catasta di legna, in attesa dell’estremo supplizio, da consumarsi avanti al pubblico romano nella nota piazza di Campo de’ Fiori. Avvertì all’improvviso che il sudore iniziava a imperlarle la fronte, grondando ogni tanto in goccioline ai lati del suo volto. Doveva essere forte e continuare a fingere indifferenza. «Vedete, è vero che la giovane Chiara mi ha seguito. E l’avrei condotta qui a palazzo con me, per poterne fare una mia serva, una mia ancella. Ma in località Esinante siamo state vittime di un’aggressione da parte di banditi senza scrupoli. Mentre io sono riuscita a sfuggire dalle grinfie di quegli uomini, Chiara ha avuto la peggio ed è stata rapita. Non ho potuto far nulla per lei, i

