«Mio caro Marchese», gli disse il Capitano del Popolo Sigismondo Obertenghi. «I problemi ora non sono più rappresentati né dai contrabbandieri, né dagli Ebrei. L’esercito comunale è ormai ridotto al lumicino. Gli accordi con gli Sforza mi hanno imposto di inviare la maggior parte degli uomini a difendere Milano dagli assalti dei Lanzichenecchi e dell’esercito imperiale. E molti di essi hanno perso la vita. I pochi che sono rientrati non sono sufficienti a difendere la nostra città, e di questo se ne sono ben resi conto i pirati Saraceni. Essi riescono ormai a sbarcare nella costa ligure del tutto indisturbati e, seguendo le vie dei contrabbandieri, che ormai conoscono bene, giungono fin qui, dove fanno razzia di tutto ciò che riescono a depredare. Ma se si accontentassero delle ruberie, sp

