CAPITOLO 31 Assorta in pensieri oscuri, Nemer fissava il tunnel iperspaziale che turbinava all’esterno della cabina. Le stelle si erano distorte in striature cangianti. Immense nebulose si espandevano e poi svanivano, come inchiostro sulla superficie di un torrente in piena. La luce prodotta da quello spettacolo scivolava riflessa sulla curvatura delle sue iridi, ma le sue pupille, come buchi neri, sembravano capaci di inghiottire ogni cosa. Era addolorata per la perdita di Dan-Lee; sentiva una stretta al cuore ogni volta che rievocava la sua morte, ma non provava nulla per la ragazza. Da tempo aveva relegato la sua empatia in uno scrigno di freddo distacco. Era stata una scelta consapevole che l’aveva salvata molte volte e anche adesso la stava ripagando sollevandola un po’ dal dolore.

