CAPITOLO 32 Drown si inginocchiò sul pavimento della sala. Una malsana umidità impregnava l’aria depositandosi negli interstizi, colando tra un pannello e l’altro e stagnando nelle depressioni delle lastre più grandi. Per un attimo dimenticò di essere nella sala osservatorio della nave Resurrection e si immaginò all’interno di un antico tempio eroniano. Sorran sedeva davanti a lui. Sullo sfondo, la grande finestra triangolare regalava la spettacolare visione ravvicinata di una stella rossa. L’instabile superficie, di tanto in tanto, esplodeva in eruzioni che estroflettevano titanici anelli di pura energia. Quello che stava per dire gli procurava dolore. Abbassò il capo, ma lo sguardo restò alto, irrequieto, e baluginò nella penombra come gli occhi di un felino. «Maestro, il mio fallime

