Capitolo sette

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Capitolo sette Foxfire Troviamo un hotel in città. “Aspetta qui.” Tank va verso la lobby. Mi stiracchio e bevo il resto della bottiglietta. La portiera si apre e Tank mi porge la mano. “È ora di uscire, tesoro” mormora. La voce è profonda e sexy. Vorrei avvolgermici come in una coperta. Adoro che mi chiami tesoro, proprio come adoro vedere il conflitto imperversargli nello sguardo quando io lo chiamo paparino. È in parte pura lussuria, in parte stupore, in parte colpa. “Devo fare una telefonata” dice Tank aprendomi la porta della lobby. “Farai la brava e starai ferma qui?” “Per ora.” Gli rivolgo un sorriso malizioso. Poi mi tiro indietro i capelli e finisco per mettermi a ripulirli da pezzetti d’erba. “Voglio comunque darmi una lavata.” Annuisce e mi lascia. Decido di mettermi subito

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