La Mercedes nera del principe partì. Regina era silenziosa. “Come stai?” Le chiese Quarin. Lei aveva il groppo in gola per la tensione. “Male, grazie. E tu?” Lui si accigliò. “Mi dispiace un sacco.” Le strinse affettuosamente la mano. “Sto male anch’io. Me la pagheranno, te l’assicuro.” Regina non ritirò la mano, non le piaceva ammetterlo ma le dava un po’ di conforto. Cercò di stare calma e sospendere il giudizio. Lui si portò la mano di lei alle labbra. “Ti sono grato, tesoro, per darmi la chance di chiarire tutto.” Lei sospirò. ‘Si vedrà,’ pensò. Dopo un breve viaggio il principe parcheggiò in un viale alberato, nascosto alla vista delle auto in movimento. Qui lo aspettava un uomo in abiti civili, davanti ad un’utilitaria. “Prego, vostra maestà. Mademoiselle,” li fece salire e

