Io, esausto, distrutto, guardai Annette il cui turbamento era pari al mio. Non avevamo neanche la forza di scambiarci una parola, udimmo le sue grida che andavano scemando e che alla fine si spensero: quella povera donna era svenuta. «Oh! Kasper» mi disse Annette a mani giunte «cosa facciamo, mio Dio, cosa facciamo? Mettiti in salvo… mettiti in salvo… Forse ha sentito… L’hai uccisa?» «Uccisa? Io?» «Ebbene… scappa… Ti aprirò io!» Infatti levò la sbarra e mi precipitai in strada senza neanche ringraziarla… Che ingrato! Ma avevo una tale paura… il pericolo era talmente incombente… il cielo talmente nero! Il tempo era abominevole: neanche una stella in cielo… neanche un lampione acceso… E che dire del vento… e della neve! Fu solo dopo aver corso per una buona mezz’ora che mi fermai per rip

