Infiammatasi in volto per l’inaspettato memento, la Caetani fu lì per protestare che in realtà era andata diversamente, che la ricetta non l’aveva proposta davvero lei, ma un pizzicotto la braccio della Ruspoli la riportò a un modesto cenno d’assenso. “Allora, le proviamo queste delizie? Hanno aspettato già troppo, signore mie. Massimo, sii gentile. Porta le mie, subito!” Ben parate nel loro vassoio bianco immacolato con tanto di treppiede, e protette dall’aria uggiosa della serata con una lucidissima campana di vetro, giunsero anche le diciassette delizie dell’Altieri, tutte uguali e perfette nella loro semi-sfericità, guarnite da fiori di scorza di limone e fine gelatina a strisce sottili lungo i bordi del piatto da portata. “Che spettacolo, Beverly cara! Vien voglia di farne un bocco

