“Voi vi uccidete, signora”, le dissi allora con voce commossa, “vorrei essere un vostro amico, un vostro parente, per impedirvi di farvi tanto male”. “Oh, non vale davvero la pena che voi vi spaventiate”, replicò con una certa amarezza; “guardate un po’ se gli altri si occupano di me: il fatto è che sanno bene che con questa malattia non c’è niente da fare”. Dopo di che si alzò e, prendendo il candeliere, lo posò sul caminetto e si guardò allo specchio. “Come sono pallida!”, disse riallacciandosi la veste e passandosi le dita sui capelli scomposti. “Oh, beh, rimettiamoci a tavola. Andiamo?”, ma io restavo seduto, senza muovermi. Ella capì l’emozione che quella scena mi aveva fatto provare, mi si avvicinò e, tendendomi la mano, mi disse: “Su, venite”. Le presi la mano, e la portai all

