OTTAVA VEGLIA La biblioteca delle palme. Vicende di una salamandra infelice. Come la penna nera accarezzò una barbabietola e l’attuario Heerbrand prese una solenne sbornia. Lo studente Anselmo lavorava ormai da parecchi giorni presso l’archivista Lindhorst; quelle ore erano per lui le più felici della sua vita perché, circondato sempre da musiche gentili, dalle parole confortanti di Serpentina, talvolta sfiorato da un soffio fuggevole, si sentiva pervaso da una gradevolezza che non aveva mai provata e ora saliva fino alle gioie più elevate. Dalla sua mente erano scomparse tutte le miserie, tutte le meschine apprensioni della sua povera esistenza, e in quella nuova vita presentatasi come la più viva luce del sole afferrava tutte le meraviglie di un mondo superiore che di solito lo aveva

