“Illusione, probabilmente, cara ragazza, perché si vede proprio che è straordinariamente pallida e debole... Sono molto in pensiero”. “Caro, ottimo direttore, non sa che, nonostante tutto, dopodomani potrei forse recitare la Turandot? E se anche non fossi del tutto ristabilita… lo potrei fare per lei”. “Che dice, Rosaura? Mi prende per un mostro selvaggio, per un barbaro senza cuore? No, la Turandot non va in scena se dovessi avere soltanto il più vago sospetto che la sua preziosa salute possa correre il sia pur minimo pericolo!” A questo punto, si scatena una gara di generosità, la cui decisione è affidata al medico. Lei, carissimo amico, può immaginare come costui abbia deciso; fatto sta che la Turandot fu rappresentata il giorno fissato e, in seguito (bisogna pur mantenere la parola!),

