5. Alle 16 e 30 entrò nel portone della casa di Corso del Littorio segnata col numero 14 e calpestò il tappeto rosso dell’atrio uno strano, signore, che certo non aveva l’apparenza di un cliente di una Casa di Mode. Federico, splendido nella sua uniforme verde bottiglia con gli alamari d’argento - un figurino di madama la direttrice artistica - gli sbarrò il passo. “Desiderate?” E aveva l’aria di dirgli: Avete certamente sbagliato portone. L’altro lo guardò benevolmente. Era alto, massiccio e sorridente. Lo si sarebbe detto un ricco contadino. Aveva una voglia di vino rosso sulla fronte, capelli di un biondo rossiccio, il petto ad armadio, un’espressione dolce e innocente di uomo abituato a vivere all’aria aperta. “Non è questa la Casa di Mode O’Brian?” chiese con tormentato accento st

