Chapter 9

1146 Parole

8. Cristiana non guardava il letto, adesso così stranamente scomposto e col corpo di Valerio che faceva fagotto sotto il lembo ripiegato della coltre. Appena usciti Marta e il commissario, aveva deliberatamente girato la poltrona, sicché era tutta rivolta verso il cassettone su cui si trovava l’orchidea. Prospero O’Lary, rimasto in piedi in mezzo alla camera, dietro di lei, tra la poltrona e il cadavere, aveva ancora lo sguardo fisso all’uscio per il quale i due se ne erano andati. Attraverso i vetri e le tendine di seta avorio della finestra venivano i raggi del sole marzolino, ancora freddi ma netti e taglienti come il filo d’una lama. “Io mi domando…” mormorò. La voce di Cristiana si levò da dietro l’alto schienale della poltrona, quasi uscisse, così bassa e soffocata com’era, dalle

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