... Un vampiro.....Un vampiro.....Un vampiro...
Mi risveglio, ho la sensazione di aver avuto un incubo. Ricordi mi riaffiorano la mente. C'è odore di cannella e sono sdraiata su un letto. Ci vogliono un paio di minuti per realizzare che mi trovo nella camera degli ospiti di Adri. Ho il corpo pesante, un formicolio insopportabile mi terrorizza gli arti. Ho la bocca secca, le labbra screpolate. La testa sta per scoppiarmi. Nei prossimi 5 minuti la sorella di Adri entra in camera, apre le finestre e lascia entrare la luce del sole che mi scava gli occhi.
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Non riesco a rispondergli, anche perché non riesco neanche io a pensare a quello che è accaduto. Era solo un sogno, oppure tutto ciò è successo? Mi sforzo a scendere dal letto. Sposto la coperta e mi trascino le gambe come se fossi paralizzata. Mi chiedo se per caso abbia sbattuto la testa e magari veramente ho perso la sensibilità alle gambe. Quindi per averne la conferma, mi pizzico leggermente i polpacci. Eh, si sono del tutto sensibile. Mi infilo le pantofole che Mira mi ha lasciato accanto al letto e metto la vestaglia di lino appesa al appendiabiti della camera. Apro la porta e con fatica scendo le scale che portano nel salotto.
> Esclamo quasi sottovoce.
Non arrivo a sedermi sul divano che Raquelle comincia a gesticolare turbata.
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Cerco di fargli cenno e dirle che parliamo dopo, però la voce severa di Mira mi blocca.
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>Afferma Raquelle.
Dimentico per un secondo ciò che mi è successo e interrogo Raquelle sui nostri genitori.
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Afferro Raquelle per il braccio e ringraziando Adri e la sorella della loro ospitalità, rassicurandoli che avranno una spiegazione, mi dirigo verso casa, lasciando un messaggio nella segreteria di Ines, dandogli appuntamento a casa mia.
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Ci vogliono almeno 10 chiamate senza risposta e alcune bestemmie e lamenti finché, una voce sconosciuta si sente dall'altro capo del telefono.
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Fatto ciò, mi siedo sul divano spiegando a mia sorella quello che mi è stato detto. Raquelle scoppia in un mare di lacrime, e a singhiozzi cerca di dire come si sente.
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Appena finisco la frase, bussano alla porta. Vado di corsa ad aprire sperando sia Ines. Ma lo stupore mi fa perdere fiato. Marius, è fermo davanti la porta di casa.
Mi pulisco le lacrime e con tono spregevole chiedo il perché della sua presenza li.
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Gli sbatto la porta in faccia e infuriata chiamo mia madre.
> Metto giù, e vengo fulgorata dallo sguardo critico di mia sorella.
> Conclude volendo andarsene di casa. Appena apre la porta per lasciare questo posto dannato, Ines la ferma e la riporta dentro.
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Riesce a far sedere Raquelle e ascolta con calma le nostre spiegazioni.
> Ci dice con fare calmo, e pacifico.
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<<Raquelle, dammi il tempo di finire! Era una foto sua e mia di quando ero piccola. Lui che mi teneva in braccio, immutato di una virgola. Lui che ha tentato di uccidermi. È lui che con le sue mani ha spinto la lama di quel coltello nella mia schiena.
Quando si è reso conto di ciò che ho visto è scappato nel giardino, e poi ho tutto sfogato nella mente. So solo che mi teneva in braccio, e mi mancavano le forze, e che purtroppo ci sono andata a letto. Mi ricordo soltanto le sue ultime parole.
....un vampiro.....