Correndo agitò con veemenza le braccia attorno a sé, frantumando gli specchi tutt’attorno. Il vetro rotto lo tagliò segnando le braccia di squarci sanguinanti ma lui continuò a correre, insensibile al dolore. Da qualche parte oltre a sé Janet aveva bisogno di lui; ciò era sufficiente ad incitarlo. E poi la trovò, come Alice nel paese delle meraviglie, circondata da una pozzanghera crescente delle sue stesse lacrime. Inginocchiandosi accanto a lei la avvolse con una mano e le disse: “Va tutto bene adesso, sono qui con te.” Si appoggiò a lui cercando disperatamente di parlare attraverso le lacrime. “Oh Wayne è stato - orribile” singhiozzò. “C’erano specchi e quando ho guardato – sono brutta e non valgo nulla e mi merito il modo in cui mi hanno trattato. Non sono adatta a nessuno.” “E’ que

