Il mio stava martellando nel petto. Gli affondai il viso nell’incavo del collo, cercando di rilassarmi. Mi strinse più forte mentre entrava nella jacuzzi e s’immergeva lentamente nell’acqua calda gorgogliante. Mi sedetti su di lui, il volto ancora nascosto contro la sua pelle. Luca sfregò la mano su e giù per la mia schiena. «Non hai motivo di avere paura.» «Disse l’uomo che ne ha strozzato uno a mani nude.» Avrei voluto usare un tono scherzoso, ma mi tremò la voce. «Non ha niente a che vedere con noi, Aria. Quelli sono affari.» «Lo so. Non avrei nemmeno dovuto tirare in ballo l’argomento.» «Qual è il vero problema?» «Sono nervosa perché mi sento vulnerabile, come se fossi alla tua mercé per via del nostro accordo.» «Aria, dimenticati del patto. Perché non provi a rilassarti e a gode

