Gli premetti le labbra sul tatuaggio, poi sulla ferita alle costole in via di guarigione. Gli sfiorai i capezzoli con la punta delle dita e lui gemette. Si tolse in fretta pantaloni e slip. Mi chinai sulla sua erezione, ma a pochi centimetri dalla punta mi bloccai. «Se ti agiti, mi fermo.» Un lampo gli attraversò lo sguardo. Mi appoggiò una mano sulla testa. «Magari non ti permetterò di farlo.» «Magari ti morderò.» Luca ridacchiò. «Fai come vuoi, non mi sentirai nemmeno respirare. Non vorrei mai offendere le orecchie vergini di tua sorella.» «E che mi dici delle mie?» replicai, baciandogli la punta. «Non dovrebbero più esserlo» ribatté a voce bassa. Glielo presi in bocca per distrarlo. Emise un gemito rauco, poi tacque, mentre mi prendevo cura di lui. Di nuovo, mi tirai indietro prim

