Infilai il cellulare nella vita dei pantaloni. Erano così stretti che non correva il rischio di scivolarmi giù. Gianna si allontanò da Romero, sorridendo. «Perché non te lo riprendi? Io scatterò una foto e la manderò a Luca.» Gli occhi dello scagnozzo si soffermarono sulla sagoma del suo telefono, ma sapevo che non ci avrebbe provato. «Non è divertente.» «No, non lo è, hai ragione» replicai brusca. «Sono un’adulta. Se ti dico di accompagnarmi in una discoteca, non voglio che tu chieda il permesso a mio marito. Non sono una bambina e non sono una sua proprietà.» «Invece lo sei» ribatté Romero, calmo. Feci un passo verso di lui, gli ero così vicina da dover piegare indietro la testa per guardarlo. «Gianna e io andremo in discoteca. Perciò, a meno che tu non voglia puntarmi una pistola a

