CAPITOLO DODICI Meara si sforzò di far proprie le parole di Kimberly. Era possibile? C’era una possibilità di uscire da questo inferno? Le altre due ragazze erano già lì, quando Meara era stata portata in quel posto. Erano parse completamente rassegnate al proprio destino. E Meara aveva esplorato ogni centimetro della loro gabbia. Le pareti erano solide, e i pali che tenevano la forte rete metallica erano inchiodati al pavimento e al soffitto. “Come?” Meara chiese. “Niente finestre. Niente porte. Niente aperture da questo lato della rete.” Kimberly sollevò un tremante dito cadaverico e indicò il soffitto. “Lassù” disse. Meara guardò in alto. Non era la prima volta che notava lo sfiato di areazione, a circa tre metri al di sopra delle loro teste. Era difficile da vedere nella luce fio

