Si voltò per scrutare la reazione di padre Saverio: aveva gli occhi sbarrati e tremava. “Padre? Ma che succede? Che cos’è?” chiese allora. Dopodiché tornò con lo sguardo alla fine del corridoio e vide che la sagoma era ancora lì, immobile, inghiottita quasi per intero dall’ombra delle pareti concave che formavano il vestibolo della Cripta. Aveva tratti umani ma era di altezza smisurata. La testa deforme sfiorava quasi il soffitto, brandelli scuri penzolavano sul torso frastagliato di protuberanze e sugli arti di lunghezza ciclopica. Qualunque cosa tu stia immaginando di vedere, non è reale. E invece lo è. Il Demone si è fatto carne. Il ringhio si ripeté, stavolta più basso e ancora più minaccioso. Due puntini rossi su una faccia spaventosa pulsavano nell’oscurità come braci di sigaret

