CAPITOLO 3. La comunità-5

2010 Parole

Mi alzai dalla branda in cui mi trovavo e notai i miei vestiti stropicciati, ma cos’era successo quella notte? Non credo di ricordare un inizio di Shabbat così vivace, dal momento che, nonostante la mia stanchezza, avevo cercato di condividere la cerimonia come gli altri. Da anni, no, decenni, non festeggiavo uno Shabbat in comunità, ricordo ancora quando lo facevamo a casa, in famiglia, ma questo era così diverso, senza considerare che negli ultimi anni, lo praticavamo sussurrando, con le luci spente, illuminato solo dalla fiamma delle candele, in modo che i vicini non potessero sentirci. Era così grande la paura che iniziammo a comunicare appena con gli estranei e cercavamo di essere visti o ascoltati il meno possibile, dato che sembrava che la nostra presenza arrivasse a infastidirli.

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