Cosa che suscitava nei miei compagni allo stesso tempo invidia e ammirazione, perché nonostante il mio lavoro continuo, a loro restava solo la percezione dei risultati che raggiungevo. Anche nell’esercito, quando mi videro avanzare così velocemente, i compagni che non venivano promossi pensavano che io avessi un membro della famiglia di rango superiore che stava spingendo la mia carriera, piuttosto che vedere lo sforzo e la costanza del lavoro fatto. Beh, anche se in quell’ambiente ci tenevano un po’ lontani dagli altri, visto che non eravamo esattamente uomini d’azione, come si suol dire, ma più che altro “nerd” come ci chiamavano gli altri militari. Personalmente non mi importava molto, ero lì per lavorare e crescere, sapendo che in qualsiasi momento potevano mandarmi in un’altra dest

