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2235 Parole

«Uh uh, bambola», l’ammonisco. «Anche le mutandine. Poi mettiti lì a quattro zampe per la tua punizione». Schiude le labbra con un rantolo, ma è così dannatamente obbediente che, nonostante sia scioccata dalle mie parole, i pollici si agganciano alle mutandine e le fanno cadere ai suoi piedi. Avanza e sale sul letto. Gemo quando solleva in aria il sedere bianco latte. È sodo, ma so che un duro martellamento lo farà sobbalzare. Mi accarezzo l’uccello, sì cazzo. Per prima cosa devo sculacciare quel sedere per essere stata così scortese con me prima. Mi sistemo dietro di lei e la spingo giù con la mano. Preme la guancia sul letto e mi guarda, aspettando le prossime istruzioni. Cazzo, è così mansueta. Ho amato la sua lotta in precedenza, ma la sua sottomissione è ancora meglio. Almeno in que

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