XII. L'astuzia di Fenzileh

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XII. L’astuzia di FenzilehPer alcuni istanti sir Oliver contemplò la fanciulla, che era rimasta accasciata sul divano, con lo sguardo fisso nel vuoto; poi sospirò, e si volse verso il parapetto della terrazza. La luna già alta illuminava la città con la sua luce fredda e riposante; dal giardino sottostante salivano profumi acuti, e il silenzio nei dintorni era indisturbato. Ora che Rosamund aveva conosciuto la verità, Sakr-el-Bahr non provava tutta quell’esultanza che s’era ripromesso; anzi invece di gioire del trionfo, si sentiva oppresso da una grande tristezza. Egli giudicava, infatti, d’essere stato con Rosamund troppo crudele nella propria vendetta, ora che aveva conosciuto la interpretazione abbastanza naturale ch’era stata data alla propria sparizione. Da Rosamund e da tutti, essa

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