Settimo giornoCittà del Vaticano, ore 08.00 Il Papa riceveva in udienza privata raramente e, nei più fortunati, questa circostanza creava una grande emozione. Alla Casoni era giunta, la sera prima, la telefonata di un certo don Michele che le confermava l’udienza privata e che le diede una serie infinita di istruzioni cerimoniose, di reverenza e tante altre cose che lei non ricordava più perché dopo mezz’ora di elenchi era andata in confusione. Le aveva anche detto di trovarsi in Vaticano almeno un’ora prima, sottolineando mille volte che il Papa non attende. Alle otto la Casoni entrò nel portale d’ingresso, delle guardie svizzere in borghese la fecero accomodare in una sala d’attesa posta appena dopo l’entrata, alla porta si piazzarono due guardie le quali, ogni tanto, la osservavano qua

