Ottavo giorno

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Ottavo giorno Fra Pasquale era rimasto sempre accanto all’amico, aveva pregato e soffriva con lui. Le urla di sofferenza di Santini si erano susseguite per quasi tutto il tempo, mancavano ancora due ore alla fine della penitenza e ora non si lamentava più. Le mani e i piedi avevano smesso di sanguinare e il colore bluastro di prima sembrava volesse dare spazio a una sfumatura rosea, segno che il sangue aveva ripreso il suo cammino. Non poteva chiamarlo, parlargli o, peggio ancora, liberarlo. Quella forma di penitenza garantiva la libertà da ogni dolore psicologico e Santini ne aveva bisogno ogni volta che tornava da una missione in cui perdeva degli uomini. Ma aiutava pure il fisico, anche se poteva suonare strano. Il corpo aveva una grande capacità di adattamento, per cui i muscoli, i te

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