Non hai idea di quanti! Si disse sorridendo sotto i baffi. La Rostellini aggiustò la sua posizione sulla poltrona, Santini lo interpretò come un segno che la cosa la interessava. «Senta, architetto» disse lei, «Karl Weiber non c’è, ma mi permetta di chiamare mia nipote Angela Turatti. Lei è Presidente della compagnia, così ragioniamo a tutto campo, che ne dice?» A Santini andava più che bene, anche se il suo intento era quello di trovare Weiber, doveva stare al gioco se voleva sapere dove si trovasse quell’assassino. La Rostellini chiamò un interno e dopo qualche minuto apparve la Turatti che si presentò al Vincenzi della situazione. Porc! Che sventola! Fu il suo pensiero poco edificante. La Turatti era proprio come l’aveva descritta Mali: un pezzo di figliola da urlo, forse un po’ tro

