Prese il cellulare, compose il numero e dall’altro capo la risposta non si fece attendere. «Sono Weiber, trovati fuori dal palazzo fra dieci minuti, resta con il motore acceso e aspettami.» L’uomo all’altro capo annuì. «Chiama gli altri» disse ancora Weiber, «il piano è modificato, ci sarà del nuovo lavoro da fare.» Chiuse la telefonata, aprì la porta e controllò la situazione; la segretaria non c’era. Sarà in bagno. Si sincerò che non vi fosse nessuno e uscì di corsa, scese le scale del quarto piano e prese l’ascensore, pigiò il pulsante del garage sotterraneo. Le porte si chiusero lentamente quando incrociò lo sguardo di un uomo che stava scendendo le scale proprio in quel momento, entrambi si riconobbero subito. Santini, cazzo! Si disse sorpreso. Weiber pigiò insistentemente il pulsa

