70 «Carlo, mi stai ascoltando?» lo rimproverò Leda. Alla fine ce l’aveva fatta a passarla liscia. Era incredibile ma il giudice aveva creduto alla storia della violenza e lei non si era fatta neppure un’ora di carcere. Carlo sbatté gli occhi, riemergendo dal sogno. In tutti quegli anni non aveva mai parlato con sua madre di ciò che era accaduto quella sera. Che lei aveva tentato di ucciderlo e che se era sopravvissuto, era stato solo un caso. Il suo corpicino aveva trovato da qualche parte la forza di resistere. Leda era convinta di averlo ammazzato. Sicura di potersi liberare in un colpo solo sia del marito che del figlio, guadagnando libertà e ricchezza, scaricando su Ferdinando la colpa; uscendone così non solo pulita, ma addirittura martire. Era nel suo stile. Carlo era tornato a

