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321 Parole

65 Quarantatré anni prima. Stessa villetta. Ringhiera lucida, intonaci perfetti e smalti brillanti. Siepi e alberi curati. Era stato un assolato pomeriggio d’aprile, ma al tramonto il vento aveva trascinato sulla città nuvole nere cariche di pioggia. Adesso scrosciava. Carlo era un bambino magro e scattante, fanatico del pallone. Con gli occhi scuri e lo sguardo intelligente. Aveva compiuto nove anni proprio quel giorno, e ricevuto in regalo un completo del Bologna, le scarpe da calcio coi tacchetti, un pallone di cuoio e un poster gigantesco, sempre del Bologna, che Ferdinando, il suo nuovo padre, aveva appeso al muro della sua cameretta, sopra la scrivania. Notte fonda. Carlo dormiva per la prima volta senza il signor Oreste, l’orsacchiotto. Riposto con cura dentro l’armadio. Era st

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