22 Annibale chiuse l’auto e s’incamminò per via delle Tovaglie. Sollevò il bavero del giubbotto di pelle, l’aria gli tagliava la faccia. Una goccia d’acqua lo colpì sul naso, ricominciava a piovere. La tregua era durata solo qualche ora. Dopo avere lasciato la donna davanti al locale, una semplice porticina di legno bianco con sopra una piccola insegna al neon, era tornato al posteggio. Si era fermato in quello di via Saragozza, perché piazza Malpighi era già stata occupata e in Tribunale, la notte, non valeva la pena di metterci le ruote. Al posteggio aveva resistito un’ora e dieci. In una notte di lavoro come si deve forse sarebbe stato differente, le corse l’avrebbero fatto rimbalzare da una parte all’altra della città e lui non avrebbe più pensato alla misteriosa cliente, distratto

